Tecnoscultura Operazionabile

Angelo Bozzola

(da Angelo Bozzola, in Libro scultura “Tecnoscultura Operazionabile”, edizioni International Center of Aesthetic Research, Torino, 1971).


La mia ricerca è da tempo volta a sviluppare nuove ipotesi estetiche, in cui l’attuale livello tecnologico è elemento attivo-creativo nella tecnica di realizzazione e nella possibilità di elevata fruibilità numerica e operazionale del prodotto artistico; in tal senso viene stabilito un preciso rapporto con l’attuale stadio della cultura umana. Nel contempo la mia opera tende ad evidenziare il processo di universale sviluppo e mutazione della natura e della società per successive scissioni da forma-matrice a forma-derivata, che può essere a sua volta matrice, reagendo a nuove condizioni ambientali.
L’uso totale o parziale dei nove «moduli operazionali» generati dalla superficie-matrice coinvolge potenzialmente l’umanità – che ne sarà al contempo corresponsabile e compartecipe, attraverso l’intervento nello spazio – in una serie di operazioni differenziate che superano la commensurabilità operazionale, in quanto, attraverso le possibilità all’infinito di distanza, mobilità, associabilità, dissociabilità, attingono alla variabilità assoluta ed incommensurabile nel campo vitale del rapporto cosmico unitario.
Tali moduli operazionali, al di là di una interpretazione «storica» degli aspetti umani, sociali, ambientali e tecnologici – per cui la «tecnoscultura» offre aperture liberatrici di taluni aspetti del condizionamento tecnologico – in una più ampia visione e dimensione di libertà, mantengono la loro validità estetica anche nelle nuove esperienze umane e concezioni spirituali, senza precedenti, aperte dalla attuale civiltà tecnica: ad esempio, tale validità è perfettamente compatibile e fruibile anche in condizioni di assenza gravitazionale.