Antologia Critica

(da “L’anima della forma”, in catalogo mostra Angelo Bozzola all’Arengo del Broletto e alla Barriera Albertina, Novara, aprile 2010)

La figura artistica di Angelo Bozzola rappresenta una personalità di spicco all’interno del concretismo e dell’arte astratto-geometrica italiana, oltre a costituire una sorta di “caso-studio” molto interessante per comprendere quello straordinario ambiente culturale sorto all’indomani della seconda guerra mondiale: la rapida acquisizione della sintassi concretista agli inizi degli anni Cinquanta, lo sviluppo di una propria forma originale – che egli chiamerà “monoforma” –, la capacità di passare quasi indifferentemente dalla pittura alla tridimensionalità della scultura, l’elaborazione di un modulo a partire da una “matrice” che gli consente di costruire infinite forme mediante l’aggregazione dei singoli elementi, sino a realizzare sculture monumentali, fanno di Bozzola un esempio importante di quella tensione verso il “nuovo” che ha caratterizzato l’arte italiana della Modernità.
Tutto questo è avvenuto in una piccola città della provincia novarese, a riprova della capacità di assorbire e di restituire cultura nel “Paese delle cento città”, in quell’Italia, cioè, che aveva fatto della speranza del nuovo il proprio motore ideale.
In tal senso, Bozzola agisce in un campo che assomiglia molto alla ricerca pura, ma da artista – e da artista attento alla cosiddetta “sintesi delle arti”, all’utopia di una possibile unione di differenti linguaggi per una nuova percezione della realtà – realizza, costruisce, fa, perché la ricerca artistica trova la propria ragion d’essere, la propria dimostrazione non solo nel processo ideativo, ma nell’opera vera e propria. E le opere di questa mostra sono la dimostrazione di una coerenza ideale e costruttiva durata più di cinquant’anni.


Torna indietro...