Antologia Critica

(ma Miklos N. Varga, da Sculture di Bozzola a Villa Taranto, in “Gala”, luglio/settembre 1973, n° 60-61, pag 104).

… per la prima volta, i giardini di Villa Taranto hanno ospitato una mostra di scultura all’aperto: una ventina di opere di Angelo Bozzola (Galliate, Novara, 1921), in sintonia con la mostra di scultura pittura e grafica allestita alla Galleria Corsini di Intra, proprio a due passi da Villa Taranto. L’occasione di vedere, e anche di verificare, la «tenuta» delle opere di Bozzola inserite nel contesto della natura è alquanto stimolante, soprattutto se si considera l’accostamento di due differenziati ordini creativi: quello liberamente naturale e l’altro, concettualmente strutturato, dell’artista impegnato a concretare plasticamente il respiro della realtà «altra», cioè la «sua» realtà. In linea di massima bisogna convenire che Bozzola ha superato la difficilissima prova...
... Bozzola ha elaborato un modulo trapezio-ovoidale in costante evolutività d’ordine strutturale, perciò la sua ricerca non può prescindere da un insieme di relazioni spazio-volumetriche (e persino spazio-temporali) contigue all’operazionismo sculturale. Egli è scultore, soprattutto, e in quanto tale deve attingere dalla sua forma «primaria» (il suo archetipo concettuale) la ragione stessa del proprio operare costruttivo; quindi, per realizzare quanto è nei suoi progetti, dovrebbe decisamente fare scultura, sensibilizzare la consistenza «organica» dei materiali (esempio, l’acciaio inossidabile), eludere la suggestività delle sovrapposizioni policromatiche. Il riferimento alle sculture esposte a Villa Taranto è sottinteso: valida la formula costruttiva come l’andamento strutturale a iterazione modulare, opinabile l’uso della vernice. I pannelli trattati con la fiamma ossidrica, nel loro cromatismo naturale, sono fra le opere più convincenti: a conferma delle qualità dello scultore emergenti parallelamente al rispetto della naturalità della materia.


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