Antologia Critica

(da Angelo Bozzola, dialettica spazio-tempo, in catalogo della mostra alla Galleria Corsini e Giardini di Villa Taranto, Verbania, luglio-settembre 1973).

È nel sostrato operativo, conscio o inconscio, il determinare mediante un elemento o strumento valido a contenere ed esprimere in una forma (riduzione-segno) la problematica esistenziale.
L’elemento o modello che perviene in atto dalla ricerca formale assume la caratterologia di base quale scelta fattoriale dell’operante per una agibilità intersoggettiva come comunicabilità in funzione estetica.
Per Angelo Bozzola l’operatività si contempla in una diade contenutistica formulata dalla base o matrice (di evidente analogia natura-seme) e la sua oggettivazione o modulo che in una simbiosi plastica si completano. Il pattern scelto da Bozzola dal ricavo nella plancia o lastra (metallica) è un trapezio ovoidale fornito per le sue articolazioni di due intagli irregolari e asimmetrici che danno adito alla modellatura, di base stabilita nella scelta progettuale.
Da questa prima fase determinante il modulo, che già per sé è opera autonoma quale struttura, si perviene per associazione probabilistica alla teoria combinatoria o a quella degli insiemi, dando luogo a una molteplice sequenza di diversificati palesamenti derivati dalla concertazione fra l’unità generativa (matrice) e il modulo generato.
Ne consegue quale analisi una comparazione allusiva alla formulazione della proposta che per i suoi aspetti praticamente infiniti si identifichi nella natura in cui è e di cui fa parte il nostro intendere.
L’ intendere per Bozzola, personaggio validamente strutturato nella struttura della lunga e attivissima ricerca nel campo fenomenologico e della visualizzazione formale, è un linguaggio di libertà soggettiva fra il sensibile e il razionale che si inserisce nelle problematiche attuali evidenziando, con le sue esplicazioni obiettivate, una sintesi di questo momento storico critico e contradditorio.
Nelle sue proposte, che hanno origine nel lontano ’56 e che si possono annoverare in Italia e all’estero fra le prime del fare operativo di questo intendimento, sono tre le esemplificazioni:
– primo: il modulo operazionabile con la base (o matrice) dà luogo nelle diverse versioni ad un unico elemento scultoreo di variabili dimensioni;   
– secondo: il modulo autonomo nella sua prestazione può significare, sia in elevazione che in sospensione, l’idea della continuità (problema già caro a Brancusi e ai creatori dei pali totemici); da segnalare nella suddetta seconda versione la possibilità di opera aperta e disponibile al libero intervento del fruitore che, stimolato dall’iterazione e dal gesto, può provocare varianti concatenative;
– terzo: nelle plance o pannelli l’opera, che si avvale del contrappunto fra la matrice e il modulo, si pianifica nelle sue varianti infinite.
Con questo Angelo Bozzola è da considerarsi un operatore estetico.


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