Antologia Critica

(da Angelo Bozzola, dialettica spazio-tempo, in catalogo della mostra alla Galleria Corsini e Giardini di Villa Taranto, Verbania, luglio-settembre 1973).

La coerenza con cui Angelo Bozzola ha insistito in una ricerca che affonda le sue radici nella lontana vicenda del MAC milanese (attorno agli anni cinquanta) per giungere – ancora intatta e vitale – ai nostri giorni, è di per sé esemplare. Pertanto dalla costruzione di un’immagine plastico-spaziale ben definita – quale era ed è il suo modulo trapezio-ovoidale – Bozzola ha, lungo il corso degli anni, moltiplicato le esperienze che l’ hanno condotto ad opere decisamente plastiche, ad altre bidimensionali e di tenore piuttosto grafico, ad altre ancora dove l’elemento modulare vale a comporre delle complesse «Tecnosculture Operazionabili» (secondo la definizione dello stesso autore).
Il modulo, come elemento base d’un operare artistico, è stato impiegato da molti ricercatori nella nostra epoca, a partire dalle prime leve concrete - costruttiviste, sino alle più recenti ricerche della «Nuova Tendencija» zagabrese, dell’arte programmata italiana, della pop-art internazionale. Nel caso di Bozzola, la sua aderenza, e, diremmo, totale sottomissione, a questa costante modulare, gli ha consentito peraltro di sviluppare una gamma assai varia di opere che vanno dal multiplo costruito in materiali diversi, alla vera e propria scultura metallica, dalle «carte» cromaticamente elaborate, ad alcune più fantasiose «variazioni» grafiche nelle quali, forse, è rintracciabile una tendenza verso un neo-decorativismo non privo – crediamo – di interessanti possibilità evolutive.


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