Antologia Critica

(da Riflessioni di Angelo Bozzola, da Angelo Bozzola dialettica spazio - tempo, in catalogo della mostra alla Galleria Corsini e Giardini di Villa Taranto, Verbania, luglio-settembre 1973).

... Ricercatore artistico, nato a Galliate, Novara, nel 1921. È una delle personalità di primo piano del panorama artistico italiano, con particolare riguardo all’ambito creativo dell’arte moltiplicata. Bozzola denota in tutto l’arco della sua vicenda una straordinaria coerenza e un rigoroso impegno che lo porta a conseguire, nelle varie tappe che hanno caratterizzato il suo lavoro, risultati molto avanzati di tipo sia formale che tecnico; ma il dato più rilevante di tali conquiste rimane sempre la validità artistica, l’ininterrotta tensione che sottende l’arco delle sue operazioni.
Il centro motore del suo pensiero va ricercato nelle esperienze maturate tra il ’54 e il ’58, allorché Bozzola, facendo parte del gruppo MAC – di cui è stato tra l’altro membro del comitato esecutivo – elabora quella sua caratteristica forma che rappresenta la struttura primaria di tutte le sue successive realizzazioni. Una forma che è un pensiero puro, nel quale converge lo sforzo dell’artista per ottenere un elemento sintetico, di forma netta, autonomo, sul quale il fruitore possa intervenire in un ventaglio praticamente infinito di possibilità di variazione. Su questa radice Bozzola ha costruito nel tempo una poderosa mole di realizzazioni, «multipli-sottomultipli» pannelli, sculture, progressivamente allargando le proprie indagini al campo delle strutture differenziate. Di estremo interesse risulta, per una completa lettura e una più larga fruizione del lavoro di Bozzola, quanto l’artista stesso ha affermato nel ’70 in occasione della mostra allestita a Cantù. Sotto il titolo «Tecnoscultura Operazionabile», Bozzola scriveva in catalogo: “La mia ricerca è da tempo volta a sviluppare nuove ipotesi estetiche, in cui l’attuale livello tecnologico è elemento attivo-creativo nella tecnica di realizzazione e nella possibilità di elevata fruibilità numerica e operazionale del prodotto artistico; in tal senso viene stabilito un preciso rapporto con l’attuale stadio della cultura umana. Nel contempo la mia opera tende ad evidenziare il processo di universale sviluppo e mutazione della natura e della società per successive scissioni da forma-matrice a forma-derivata, che può essere a sua volta matrice, reagendo a nuove condizioni ambientali. L’uso totale o parziale dei «moduli operazionali» generati dalla superficie-matrice coinvolge potenzialmente l’umanità – che ne sarà al contempo corresponsabile e compartecipe, attraverso l’intervento nello spazio – in una serie di operazioni differenziate che superano la commensurabilità operazionale, in quanto, attraverso le possibilità all’infinito di distanza, mobilità, associabilità, dissociabilità, attingono alla variabilità assoluta ed incommensurabile nel campo vitale del rapporto cosmico unitario. Tali moduli operazionali, al di là di una interpretazione «storica» degli aspetti umani, sociali, ambientali e tecnologici – per cui la tecnoscultura offre aperture liberatrici di taluni aspetti del condizionamento tecnologico – in una più ampia visione e dimensione di libertà, mantengono la loro validità estetica anche nelle nuove esperienze umane e concezioni spirituali, senza precedenti, aperte dalla attuale civiltà tecnica: ad esempio, tale validità è perfettamente compatibile e fruibile anche in condizioni di assenza gravitazionale”. C’è dunque nel lavoro di Bozzola la presenza continua dell’uomo nel suo essere e nel suo divenire, ed è a questa presenza ch’egli flette gli strumenti offerti dalle più avanzate tecnologie, piuttosto che farne un prigioniero inerte e arido.
È per questo che l’intelligenza vivace e carica di intuizioni di Bozzola, pur producendo opere geometriche e rigorose, non si ferma mai allo sperimentalismo fine a se stesso, al contrario irradiando continui stimoli con larga e calda comunicatività. Queste sono d’altro canto le caratteristiche della personalità dell’artista, aperto e franco, sicuro del proprio lavoro ma sempre disponibile a uno scambio intelligente e cordiale. L’opera di Bozzola ha raccolto innumerevoli successi nel corso delle varie occasioni di proposta al pubblico e alla critica in mostre personali, in rassegne e concorsi nazionali e internazionali. Ha ricevuto importanti premi e la critica più qualificata gli ha dedicato una vasta bibliografia. Alla sua «Permutazione del polittico» è stato tra l’altro dedicato un film a mediometraggio. Le sue sculture e i suoi multipli figurano in alcune tra le più importanti raccolte pubbliche e private italiane e straniere. Dal 1964 Bozzola opera nell’ambito dell’«International Center of Aesthetic Research» di Torino. Vive ed opera a Galliate.


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