Antologia Critica

(ma Mario Radice, da Interessante mostra dello scultore Bozzola, in
“La Provincia”, Como, 23 aprile 1969).

Mi pare molto interessante la mostra personale dello scultore novarese Angelo Bozzola alla galleria “Il Salotto” di piazza Roma 6. Quasi tutte le opere esposte sono ritagliate, con la fiamma ossidrica o con la fresa, da una lamiera metallica (ferro, acciaio inossidabile, ottone ecc.) ed ogni scultura è formata da una serie di parecchi elementi (apparentemente semplici, ma in realtà assai complessi) identici fra loro.
Questi elementi primordiali possono essere accostati o agganciati o appesi uno sotto l’altro oppure uno di fianco all’altro in modo da formare una serie, una catena, un insieme che può variare all’infinito secondo la volontà del fruitore.
In qualunque modo il fruitore li disponga o formi una serie il loro assieme è più o meno voluminoso ma sempre armonico perché ogni elemento può essere considerato una scultura vera e propria anche se la si guarda isolatamente. Tutto questo non è una novità, ma la novità consiste nell’interesse che desta il singolo elemento primordiale che l’autore ha chiamato trapezio-ovoidale e dal quale nascono innumerevoli composizioni plastiche secondo il modo con il quale è stato tagliato e piegato e ripiegato.
In questa mostra mi pare che non ci siano «trovatine» e nemmeno forzature per apparire originali ad ogni costo e neanche il proposito di cambiare la faccia del mondo. In ogni opera esposta appare invece evidente la serietà, anzi la severità dell’indagine.
Appare inoltre evidente il rigore di ogni ricerca e lo spirito di sacrificio indispensabile per portarla ad una espressione felice. Queste qualità sono proprie di un’artista autentico. Per contro i mezzi artisti si stancano presto, preferiscono insistere sulle cosiddette «trovatine» e si preoccupano assai più del lato pubblicitario e di quello finanziario in confronto a quello veramente sostanziale del loro operare.


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