Antologia Critica

(da Bozzola, in catalogo della mostra alla Galleria del Prisma, Milano, ottobre 1959).

Ciò che indubbiamente caratterizza l’arte dei nostri tempi è l’ansia di ricerca che accompagna il lavoro di ognuno di noi.
Il pittore, lo scultore, non riesce più a definire la propria personalità se non dopo aver interrogato profondamente tutto ciò che gli scorre sotto gli occhi onde trarne quella possibilità creativa che soddisfi il postulato “essere se stessi nel tempo in cui si vive” senza il quale non credo possa risultare valida l’opera di un artista. In tale senso si muove anche la ricerca di Angelo Bozzola che, partito da un rigoroso costruttivismo geometrico, sente oggi la necessità di aggiungere alla sua pittura un mezzo espressivo per lui nuovo: la materia.
Ma quest’ultimo elemento che ha così intensamente attirato l’attuale interesse di molti artisti di ogni parte del mondo, chiede, però, a chi vuol conquistarlo, molte rinunce e certe volte per meglio esprimersi deve rifiutare qualsiasi altro apporto.
A questo punto limite non è ancora giunto Angelo Bozzola, perché nei suoi quadri esistono ancora tutti gli schemi a lui cari, ma sotto la pressione della nuova ricerca si sono sintetizzati, vorrei dire elementarizzati, nell’intento di compenetrarsi e fondersi in un solo armonico risultato.
Solo il tempo potrà darci l’esatta misura di questo risultato, ora noi non possiamo che vedere e capire lo sforzo compiuto dall’artista ed augurargli sinceramente che la sua nobile fatica sia coronata da successo.


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